Processionaria del pino

Requisiti del richiedente

Per informazioni in merito ad aree private  contattare la Sig.ra Monica Bini 055/2625385

Informazioni

PRECISAZIONI

Negli ultimi mesi la processionaria del pino ha interessato varie aree della nostra città. La diffusione di piante infestate dai nidi di processionaria, pur senza portare all’esito definitivo del taglio degli alberi, è riscontrabile in molte parti del territorio nazionale.
Per affrontare questo il problema, già ampiamente noto, infatti, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nell’ottobre scorso ha emanato con proprio decreto, entrato in vigore il 3 marzo 2008, nuove “Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa (Thaumeotopoea) pityocampa (Den.et Schiff)”. Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 febbraio 2008, N. 40.
La norma introduce sostanziali variazioni nella lotta a questo lepidottero, considerato molto diffuso in Italia e in tutto il bacino del Mediterraneo e in Europa.
Il decreto sostituisce con alcune modifiche il precedente D.M. 17-04-1998, dando atto che la processionaria del pino è un fitofago endemico in Italia, prevedendo che la lotta contro la processionaria del pino è obbligatoria, nelle aree in cui i Servizi fitosanitari regionali competenti per territorio, hanno stabilito che la presenza dell’insetto minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo. Ai Servizi fitosanitari compete inoltre la definizione delle modalità di intervento per gli interventi di profilassi disposti dall’Autorità sanitaria competente, per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali.

PROCESSIONARIA DEL PINO 

Questo fitofago presente in tutte le regioni italiane, attacca tutte le specie di pino (pinus nigra, P. sylvestris, P. halepensis, P. pinea, P. pinaster, ecc); il lepidottero che di solito non attacca il pino strobo può essere presente in casi eccezionali sui cedri e larici.
Compie una generazione l'anno,dove ciò è favorito da condizioni climatiche favorevoli (inverni miti), ma in certi casi può diventare di 2-4 anni, dove l'elevata altitudine o i climi più freddi non ne favoriscono lo sviluppo.
Gli adulti escono dal terreno nei mesi estivi e lo sfarfallamento dura da un mese a 3 o 4 a secondo se l'estate è molto calda; le farfalle hanno un'abitudine notturna e non hanno organi predisposti per nutrirsi, quindi la loro vita è breve, da 1 o 2 giorni.
Il maschio è un buon volatore, ma la femmina raggiunge distanze di più chilometri (sino a 15) dal punto di uscita dal terreno; depone le uova prediligendo le piante isolate o comunque quelle il cui profilo si stacca dalle altre; vengono deposte attorno a due aghi di pino e ricoperte dai peli grigio argento che la femmina si stacca dal proprio corpo per cementarli uno con l'altro; il numero delle uova varia da 100 a 300.
La schiusa inizia dai 30 ai 40 giorni dalla deposizione.

Appena sgusciate, le larve iniziano ad alimentarsi mangiando le foglie vicino al nido e tessendo una ragnatela fitta sino a formare quello che viene chiamato nido estivo.
All'arrivo dell'autunno, le larve hanno superato il terzo stadio e unendosi ad altre colonie formano un nido molto compatto e resistente che fungerà da ricovero per l'inverno.
Questo nido (nido d'inverno) viene costruito nella zona più soleggiata della pianta e dovrà fungere da accumulatore di calore; la sua struttura è tale che durante il giorno assorbe il calore e trattiene quello prodotto dalle larve, mantenendo così al suo interno temperature anche superiori a quelle esterne. Le larve, durante l'inverno, escono raramente per nutrirsi e comunque solo nelle giornate soleggiate e calde.

Alla fine di aprile, inizio maggio, le larve hanno raggiunto l'ultima età (la quinta), si riuniscono, e si preparano a cercare un luogo dove incrisalidirsi. Il percorso è compiuto in fila indiana dando origine alle tipiche processioni; arrivate nel luogo prescelto, che di solito sono radure ben illuminate o margini di bosco, si interrano ad una profondità che va da 5 a 30 cm a secondo del clima e dell'altitudine. L'insetto in questa situazione ha una interruzione dello sviluppo che generalmente dura da uno a tre mesi, ma che in alcuni casi può arrivare da uno a tre anni o più.
Verso la fine dell'estate dalle crisalidi fuoriescono gli adulti che avviano la nuova generazione deponendo le uova attorno agli aghi dei pini.
La Processionaria del Pino è una delle farfalle le cui larve arrecando danni alle piante causando a persone ed animali a sangue caldo reazioni epidermiche ed allergiche.

IDENTIFICAZIONE DEGLI ATTACCHI E DEI DANNI

Attacchi forti ripetuti per piu' anni influiscono sugli accrescimenti e possono indebolire le piante al punto di favorire le infestazioni di terribili litofagi che si insediano negli strati sottocorticali.I peli urticanti sono strutture molto piccole a forma di arpione,che le larve portano sul dorso in aree particolari dette specchi.Hanno funzione di difesa e possono causare effetti nocivi su persone ed animali.

PRECAUZIONI A ADOTTARE

Autunno-inverno: da fine autunno all'inizio della primavera non avvicinarsi a larve o nidi ed evitare di sostare sotto le piante infestate.

Primavera: all'inizio della primavera,quando si possono osservare con particolare frequenza le processioni di larve lungo i tronchi o sul terreno,evitare di avvicinarsi o di cercare di raccogliere e uccidere i bruchi con mezzi inadeguati (scope-rastrelli ,etc.) -Nell'uomo gli effetti patologici sono causati dal contatto dei peli urticanti con la cute e le mucose.L'azione di queste strutture provoca reazioni epidermiche nella generalita' delle persone e reazioni allergiche in soggetti sensibili.

Come sull'uomo anche sugli animali gli effetti possono risultare molto gravi, fino a giungere alla morte per soffocamento qualora una di queste larve che procedono in processione venisse ingerita.

INTERVENTI DI DIFESA

Autunno - Larve giovani prive di peli urticanti

  • Interventi meccanici
    Asportazione e bruciatura dei prenidi.
  • Interventi con bioinsetticidi
    Trattamento delle piante con prodotti a base di Bacillus thuringiensis.
  • Interventi con insetticidi chimici
    Trattamento delle piante infestate da parte di personale specializzato ed autorizzato,mediante l'uso di regolatori di crescita.

Inverno-primavera - Larve nei nidi con peli urticanti.

  • Interventi meccanici
    Taglio ed abbruciamento dei nidi da parte di personale munito di idonea attrezzatura protettiva per evitare inconvenienti medico-sanitari.Realizzabile su pini giovani e nelle aree urbane e perturbane.

Estate - Nidi vuoti

  • I vecchi nidi vuoti contengono peli urticanti, per detto motivo in aree urbane è consigliabile la loro asportazione con le usuali precauzioni.

Avvertenze

Per informazioni su  aree private  contattare Monica Bini 055/2625385

Normativa di riferimento

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
D.M. 30 ottobre 2007

Riferimenti e contatti

Ufficio
Servizio Qualità del Verde (aree pubbliche); P.O Igiene Pubblica (aree private)
Tel
0552625314 - 0552625385
E-mail
direz.ambiente@comune.fi.it

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