Volatili in città

Descrizione

Attività di promozione e miglioramento per un corretto rapporto tra animali e cittadini

Informazioni

Gli uccelli che nidificano a Firenze

Uno studio della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU), finanziato dall' Amministrazione Comunale, ha censito nel 1997-98 tutti gli uccelli nidificanti nel nostro territorio ed ha paragonato i risultati con un precedente studio realizzato nel periodo 1986-88. Il risultato è che attualmente nidificano nel nostro Comune 82 specie di volatili, contro le 74 del precedente periodo. Alcune specie ci hanno abbandonato, a causa o della distruzione degli habitat o dal fatto di avere presenze irregolari, e sono il Cigno nero, la Marzaiola, la Bigia grossa, l' Averla capirossa e il Fanello. Le nuove specie che nidificano sono invece la Nitticora, la Garzetta, la Poiana, il Gheppio, il falco Pellegrino, la Starna, il Cavaliere d' Italia, il Corriere piccolo, l' Assiolo, il Picchio verde, il Passero solitario, la Sterpazzola e l' Averla cenerina.

Quanti sono

Ecco l' elenco delle 10 specie più abbondanti che nidificano a Firenze: Passera d?Italia; Colombo di città; Merlo; Verzellino; Rondone; Storno; Balestruccio; Capinera; Verdone; Cardellino. Il numero totale delle coppie è di circa 30.000. Va notato che, oltre alle specie censite quali nidificanti, Firenze ne ospita molte altre: alcune si soffermano a trascorrere la stagione invernale, altre sostano per brevi periodi durante la migrazione ed altre ancora, pur essendo presenti nel corso della stagione riproduttiva, non nidificano (ad esempio gli individui ancora immaturi).

Dove vivono

La diversità degli ambienti che caratterizzano il territorio di Firenze causa anche l' ampia varietà delle specie di volatili. Troviamo infatti specie caratteristiche di ambienti boschivi, di coltivi, di  incolti, di zone umide e di ambienti eterogenei. In generale, sono naturalmente le zone più densamente popolate ad essere più povere di uccelli nidificanti, mentre le zone più ricche sono i due ambienti collinari a nord e a sud. Gli altri ambienti che presentano un alto numero di specie, sono i parchi urbani più grandi e le zone umide (stagni dell' Argingrosso e laghetto di Peretola). In particolare, gli stagni del Poderaccio (zona Argingrosso) ospitano  una numerosa colonia di Nitticora e Garzetta, che il WWF segue e progetta di tutelare da alcuni anni. Nel 2002 si sono aggiunte come nidificanti altre due specie di aironi, l' Airone guardabuoi e la Sgarza ciuffetto, specie nuove per il comune di Firenze.

I colombi di città

Il colombo di città (Columba livia forma domestica) ha un rapporto solo indiretto con il colombo selvatico (Columba livia), specie a distribuzione mediterranea e presente in Italia con popolazioni pure solo nelle regioni centrali e meridionali, di solito lungo le coste rocciose. Gli individui che vediamo attualmente nelle città sono il risultato di ripetuti episodi di incrocio tra razze diverse, compresi colombi da carne e piccioni viaggiatori sfuggiti agli allevatori. A Firenze questa origine viene fatta risalire al 1887, quando in occasione dell?inaugurazione della facciata del Duomo vennero liberati un migliaio di colombi viaggiatori che si stabilirono insieme ai ?torraioli?, colombi selvatici inurbati che si spostavano nelle campagne per nutrirsi e che si sono estinti nel tempo. Oggi, tra i numerosi piumaggi dei piccioni di città, è possibile distinguere il tipo ?blue-bar?, ad ali grigie con due barre nere, che è quello che si avvicina maggiormente alla Columba livia.

Gli eventuali danni da piccioni

Quando si parla di danni causati da piccioni, specialmente dai loro escrementi, bisogna andare molto cauti. Se è vero infatti che la componente acida del guano ha caratteristiche tali da poter danneggiare il marmo o la pietra dei monumenti, bisogna rilevare anche che danni ben maggiori, nell?ordine di decine e decine di volte superiori, vengono prodotti ai monumenti stessi dall?inquinamento atmosferico. Bisogna quindi stare attenti a non guardare il bruscolo nell?occhio ma piuttosto fare attenzione alla trave. E? però innegabile anche che danni specifici prodotti dalla nidificazione o dalla sosta dei volatili debbano essere eliminati, sia dai palazzi pubblici che dalle case private facendo riferimento agli interventi di seguito descritti.

Come fare per allontanarli quando causano danni

I cittadini che hanno problemi con i piccioni e che vogliono allontanarli dalle loro case debbono usare mezzi meccanici per impedir loro di nidificare o di posarsi. Gli stessi mezzi che del resto sta usando l' Amministrazione Comunale per i palazzi e le sedi di sua proprietà. Si tratta, semplicemente, di rivolgersi a ditte specializzate in ristrutturazioni edili chiedendo loro la chiusura degli eventuali siti di nidificazione e/o l' installazione di appositi dissuasori di sosta sui cornicioni o sulle terrazze. Raccomandiamo solo di seguire le seguenti indicazioni. Per la chiusura dei nidi, effettuabile solo quando non vi siano piccoli, bisogna provvedere alla preventiva pulizia del nido: chiudere il sito di nidificazione infatti senza averlo prima bonificato, comporta la permanenza dei parassiti nel nido ed essendo tali parassiti anche umani, come le zecche, è evidente che non avendo più a disposizione l' animale (che loro prediligono) si spostano sull' uomo. Per non far sostare gli animali, invece, si raccomanda di far uso soltanto di strumenti meccanici. E' vietato infatti l' utilizzo di colle o veleni che, oltre a far del male agli animali ed a  far rischiare l' incriminazione ai sensi del Titolo IX-BIS del Codice Penale (Dei delitti contro il sentimento verso gli animali), sono anche molto pericolosi per l' uomo, specialmente per i bambini.
 

Avvertenze

E' possibile rivolgersi anche a : ASL - veterinaria 055332301

Riferimenti e contatti

Ufficio
Ufficio diritti degli animali
Referente
Maurizio Naldini
Responsabile
Arnaldo Melloni
Indirizzo
Via B. Fortini, 37 - Firenze
Tel
055 262 5340
E-mail
diritti.animali@comune.fi.it

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